L’avventura Marvel dell’Editoriale Corno

L’avventura Marvel dell’Editoriale Corno

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Che fumetti si leggevano in Italia negli Anni Settanta? Quelli di Sergio Bonelli Editore (Tex, Zagor, Mister No…), Diabolik, Alan Ford, Paperino e…i comics americani targati Marvel, ovviamente! Editoriale Corno portò nelle nostre edicole albi come L’Uomo Ragno, L’Incredibile Devil, I Fantastici Quattro, il Mitico Thor, Capitan America, Gli Albi dei Super Eroi, Hulk e i Difensori, Conan e Kazar, Shang-Chi, Dracula, Gli Eterni, per citare solo le principali.

Nell’estate del 1968 Luciano Secchi, direttore editoriale della casa editrice milanese Corno nonché autore di serie di successo come Kriminal e Satanik, trovò in un’edicola della Versilia alcuni fumetti originali della Marvel e sfogliandoli ne rimase molto colpito, al punto di deciderne la pubblicazione dell’edizione italiana. Così, il 30 aprile 1970 apparve nelle edicole italiane L’Uomo Ragno, cui seguì il 6 maggio L’Incredibile Devil. Si trattava di albi spillati di 17×26 cm a 48 pagine di cui la metà a colori, costavano 200 lire e avevano periodicità quattordicinale.

Tra i molti eroi Marvel la scelta di Secchi cadde sull’Uomo Ragno (Spider-Man) e Devil (Daredevil) perché riteneva che fossero quelli più vicini al gusto dei lettori italiani: entrambi erano eroi metropolitani con una tragedia familiare che gli aveva segnato la vita, avevano alter ego con considerevoli problemi sentimentali e personali (economici per l’Uomo Ragno, fisici – la cecità – per Devil) e un ottimo cast di personaggi di supporto. Negli albi c’era spazio anche per un secondo personaggio e pure qui Secchi scelse quelli più interessanti e atipici, quali il mago Dr Strange su L’Uomo Ragno e il tormentato eroe spaziale Silver Surfer su Devil.

L’universo supereroico della Marvel era stato creato una decina d’anni prima dallo scrittore Stan Lee, coadiuvato da eccellenti illustratori quali Jack Kirby, Steve Ditko, Bill Everett, Wally Wood, ed esordì nel 1961 con I Fantastici Quattro (Fantastic Four). L’anno successivo uscirono Ant-Man, Hulk, Spider-Man e Thor, nel 1963 fu la volta di Iron Man, Doctor Strange, X-Men e Avengers, poi nel 1964 toccò a Daredevil e a Captain America (riproposta di un eroe comparso nel 1941). Tali fumetti presentavano molti spunti innovativi per il genere supereroico, compendiati dalla famosa frase di Lee: “Supereroi con super problemi”. I suoi protagonisti, infatti, non erano eroi granitici pieni di sicurezza, bensì uomini con forti dubbi e complessi, acuiti dal possesso dei superpoteri che impedivano loro di condurre una vita normale. Le storie private degli alter ego dei personaggi, in particolare le loro vicissitudini amorose, erano trattate al pari delle battaglie contro i supercriminali. Inoltre, le storie non erano autoconclusive, pur se godibili singolarmente, ma inserite in un contesto di continuità, per cui ciò che succedeva in un episodio poteva avere ripercussioni negli episodi successivi, persino di altre testate. Ogni trama, insomma, s’inquadrava in unica grande storia corale, una vera e propria epopea supereroica.

In Italia L’Uomo Ragno e L’Incredibile Devil riscossero immediato successo – alcuni numeri de L’Uomo Ragno superarono la tiratura di 100.000 copie – e ciò indusse la Corno a pubblicare nel 1971 le testate I Fantastici Quattro e Il Mitico Thor e nel 1973 Capitan America e Gli Albi dei Super Eroi (con eroi minori presentati a rotazione).Dal 1972 tutte le pagine degli albi furono pubblicate a colori. Grazie alla periodicità quattordicinale, più breve rispetto a quella americana di solito mensile, il divario tra serie italiane e americane fu presto ridotto da dieci a due anni circa. Nel 1974 iniziò la pubblicazione del Corriere della Paura, spillato di formato 21x 27,5 cm a 48 pagine in bianco e nero, che ospitava le serie horror della Marvel e articoli sul genere. Nel 1975 si registrarono le prime chiusure, L’Incredibile Devil e Gli Albi dei Super Eroi, ma in compenso iniziarono le pubblicazioni di Conan e Kazar e Hulk e i Difensori con il formato degli altri albi supereroici, nonché di Shang-Chi, Maestro del Kung-Fu, con lo stesso formato del Corriere della Paura, dedicato alle arti marziali. A partire dal 1976 le chiusure iniziarono a superare le nuove uscite: cessarono le pubblicazioni di Conan e Kazar e Hulk e i Difensori, mentre il Corriere della Paura cambiò nome in Dracula e iniziò a pubblicare solo fumetti. Nello stesso anno L’Uomo Ragno Gigante inaugurò la serie dei “Giganti” con ristampe cronologiche, albi spillati di 21×27,5 cm a 62 pagine a colori. Nel 1977 chiuse Dracula ed esordì la ristampa Devil Gigante. Nel 1978 toccò chiudere anche a Capitan America, mentre partì la ristampa I Fantastici Quattro Gigante e, con lo stesso formato, Gli Eterni, dedicata a nuove serie tra cui quelle realizzate da Jack Kirby al suo rientro in Marvel. Nel 1979 partì I Difensori, nel formato 21×27 cm a 48 pagine e chiuse Shang-Chi. Oltre alle serie regolari, tra il 1976 e il 1979 apparvero anche numeri monografici con riduzioni di film (come 2001 Odissea nello Spazio, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Il Pianeta delle Scimmie, La fuga di Logan, Doc Savage) o storie speciali, come Superman contro l’Uomo Ragno, con l’incontro dei due eroi simbolo della DC e della Marvel. Da segnalare, infine, la serie per bambini Il Giornalino dell’Uomo Ragno (versione italiana di Spidey Super Stories) e le due raccolte di figurine L’Uomo Ragno & I Fantastici Quattro del 1976 e del 1978, sull’onda del successo dei cartoni animati televisivi apparsi in SuperGulp!

Gli anni ’80 segnarono il declino. Nel 1980 chiusero Il Mitico Thor, I Difensori e Gli Eterni, mentre partirono le ristampe Capitan America Gigante, I Vendicatori Gigante e Conan. Nel 1981 la Corno sospese le pubblicazioni delle superstiti L’Uomo Ragno e I Fantastici Quattro per farle confluire in una sola testata, Il Settimanale dell’Uomo Ragno, spillato a 48 pagine di formato più piccolo (14×22 cm), ma anche questo esperimento durò poco e la rivista chiuse l’anno dopo con la 43a uscita, mentre ad una ad una sospendevano la pubblicazioni anche le serie giganti, sostituite da serie di albi spillati di formato 17×26 cm a 32 pagine con ristampe di Fantastici Quattro, Thor e Capitan America. Ricomparirono brevemente anche Shang-Chi e Hulk, nonché la seconda serie dell’Uomo Ragno, chiusasi con il numero 58 del 26 gennaio 1984, mesta conclusione della grande stagione supereroica. Di lì a poco l’Editoriale Corno chiuse i battenti per difficoltà finanziarie.
I motivi della crisi furono diversi. Nella seconda metà dei ’70 le storie persero buona parte dello spirito originale di Stan Lee, le trame si semplificarono e divennero ripetitive, lo spessore psicologico dei personaggi si ridusse, i collegamenti tra le serie si affievolirono. Ciò capitò sia per invogliare nuovi lettori, attratti dal successo dei cartoni animati e dei film, sia per mancanza di concorrenti, schiacciati dal predominio Marvel. In Italia, d’altra parte, la concorrenza era forte, a causa dei cartoni giapponesi che spianarono la strada ai manga e alle riviste con i nuovi fumetti franco-belgi, ispanici e italiani, qualitativamente superiori per trame e immagini. Anche i responsabili della Corno commisero degli errori nella cura editoriale, quali le alterazioni dei colori originali, i disegni ritoccati, l’eliminazione di alcuni riferimenti politici nelle trame (come quelli sull’Unione Sovietica), le traduzioni infedeli, in particolare riguardo ai nomi dei personaggi (Nightcrawler degli X-Men, letteralmente “strisciatore notturno”, fu tradotto con un raccapricciante “Lombrico”!), l’assenza di un apparato critico o di un inquadramento cronologico, le storie pubblicate senza rispetto per la continuità. All’inizio dei ’70 i lettori erano ragazzi che non badavano a queste finezze, ma alla fine del decennio essi erano cresciuti e si erano fatti più esigenti. Di conseguenza, il pubblico della vecchia guardia si allontanò, ma non vi fu il ricambio della nuova generazione, più interessata a computer e TV.
Ad ogni modo, resta il fatto che nel corso di quei quindici anni la Corno compì un notevole sforzo per pubblicare la maggior parte delle serie Marvel, producendo una trentina di testate che ospitarono circa 70 serie originali con un centinaio di protagonisti diversi, per un totale di circa 1750 fascicoli pubblicati e circa 87.000 pagine stampate.
Di quello sforzo i ragazzi italiani degli anni Settanta non possono che esserne grati.

BIBLIOGRAFIA

Fossati, Franco. I Fumetti in 100 personaggi. Longanesi, Milano, 1977.
Guidi, Giuseppe e Vinci, Riccardo. 30 anni di Marvel. Alessandro Distribuzioni, Bologna, 1990.
Horn, Maurice e Secchi, Luciano, curatori. Enciclopedia Mondiale del Fumetto. Corno, Milano, 1977.
Scatasta, Luca. I Seventies della Marvel. In: Starmagazine n. 7, anno II, 1991, pp. 37-39.
Secchi, Luciano. La Marvel Storia dei Super Eroi. Corno, Milano, 1974